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Capire come usare Google Trends ti aiuta a leggere i segnali del mercato, scoprire cosa cercano le persone e quando. In questa guida vedrai come interpretare i grafici, confrontare termini, trovare idee di contenuto e usare i dati per SEO, business e social media.

Che cos’è Google Trends e perché è utile

Prima di tutto, è fondamentale capire cosa sia Google Trends e perché può diventare un alleato prezioso per chi lavora online, fa marketing o vuole semplicemente conoscere le abitudini di ricerca delle persone. Google Trends è uno strumento gratuito offerto da Google che permette di vedere quanto interesse c’è nel tempo per una determinata parola chiave oppure argomento. Io lo uso spesso per individuare nuove opportunità e per evitare di investire tempo in temi ormai superati.

Come funziona Google Trends in parole semplici

come usare google trends

Google Trends analizza le ricerche fatte su Google e restituisce un grafico che mostra la popolarità di una parola chiave nel tempo. L’indice di popolarità va da 0 a 100, dove 100 rappresenta il punto di massimo interesse. Non mostra il numero esatto di ricerche, ma ti permette di capire se un argomento sta crescendo, è stabile o sta calando. Questo lo rende utilissimo per chi vuole anticipare i trend o evitare di arrivare tardi su un tema.

Differenza tra Google Trends e altri strumenti keyword

Molti pensano che Google Trends sia simile ai classici tool per le parole chiave (come Google Keyword Planner o SEMrush), ma non è così. I tool keyword mostrano i volumi di ricerca mensili stimati mentre Google Trends mostra la variazione dell’interesse nel tempo, cioè la “tendenza”. Quindi io consiglio sempre di usare Google Trends insieme agli strumenti classici per avere una visione completa: volume più trend.

  • Google Trends: analizza la popolarità relativa nel tempo
  • Tool keyword (Semrush, Seozoom, etc): mostrano volumi stimati mensili
  • Combinando entrambi: capisci sia quanto si cerca un termine che se è in crescita o in calo

Quando ha senso usare Google Trends e quando no

Google Trends è ideale quando vuoi:

  • Capire se un tema è stagionale o costante
  • Individuare trend in crescita o in discesa
  • Confrontare l’interesse tra brand, prodotti o argomenti
  • Trovare idee fresche per contenuti, social, news o business

Non è invece utile se ti serve il numero preciso di ricerche mensili o vuoi dati molto dettagliati su keyword di nicchia con pochissimo traffico. In questi casi meglio affidarsi agli altri strumenti.

Primi passi: come usare Google Trends passo dopo passo

Ora che hai chiaro a cosa serve, ti spiego come iniziare usando Google Trends in modo pratico e senza errori. Seguendo questi passaggi puoi subito capire come trovare informazioni utili per i tuoi progetti.

Come impostare lingua, paese e periodo di analisi

Appena entri su Google Trends, trovi subito la barra di ricerca in alto. Prima di digitare la parola chiave, consiglio di impostare:

  • La lingua se vuoi dati specifici (es. italiano)
  • Il paese di riferimento (es. Italia, Svizzera, ecc.)
  • Il periodo di analisi (es. ultimi 12 mesi, ultimi 5 anni, ecc.)

Questi filtri sono fondamentali per evitare di analizzare dati che non ti interessano. Ad esempio, se hai un ecommerce in Italia, selezionare solo “Italia” ti evita di vedere tendenze che riguardano altri paesi o lingue.

Come cercare un termine e leggere il grafico iniziale

Una volta impostati lingua, paese e periodo, inserisci il termine che vuoi analizzare. Ad esempio “scarpe running”. Subito vedrai un grafico con l’andamento dell’interesse nel tempo. Se il grafico sale, la ricerca sta diventando più popolare; se scende, l’interesse sta calando. Ti consiglio di passare con il mouse sui punti del grafico per vedere le date e i valori precisi.

Come filtrare per tipo di ricerca: web, immagini, news, YouTube

Google Trends ti permette anche di filtrare per tipo di ricerca:

  • Ricerca Web (la classica ricerca su Google)
  • Ricerca Immagini
  • Ricerca News
  • Ricerca YouTube

Questa funzione è utilissima se ad esempio gestisci un canale YouTube o se lavori su immagini (ad esempio per Pinterest). Basta selezionare il filtro desiderato per vedere come varia l’interesse in base al canale.

Come salvare, condividere o incorporare i grafici

Se vuoi mostrare i risultati a colleghi, clienti o usarli in una presentazione, puoi facilmente:

  • Salvare il grafico come immagine (cliccando sui tre puntini in alto a destra del grafico)
  • Condividere il link diretto al confronto o analisi
  • Incorporare il grafico in siti o articoli tramite codice HTML

In questo modo puoi documentare le tue analisi e prendere decisioni più consapevoli, anche se lavori in team o devi convincere un cliente del trend di un prodotto.

Come leggere i grafici di Google Trends senza errori

Uno degli errori più comuni che vedo tra chi inizia a usare Google Trends riguarda proprio l’interpretazione dei grafici. Ecco come leggere correttamente i dati ed evitare fraintendimenti.

Cosa significa l’indice da 0 a 100

Il valore su Google Trends va da 0 a 100 e rappresenta la popolarità relativa della parola chiave rispetto al suo massimo storico nel periodo selezionato. Un valore di 100 indica il punto di massimo interesse, mentre 0 significa assenza di dati sufficienti.

Attenzione: 100 non significa che ci siano 100 ricerche, ma semplicemente che quello è il picco massimo relativo. Tutti gli altri valori vengono calcolati proporzionalmente rispetto a quel massimo.

Come interpretare picchi, cali e stagionalità

Spesso si vedono grafici con picchi o cali improvvisi. Questi possono indicare:

  • Eventi particolari (lancio di prodotti, notizie, festività)
  • Stagionalità (es. “costumi da bagno” a giugno, “regali di Natale” a dicembre)
  • Andamento fisiologico del settore

Quando vedi un picco, chiediti sempre cosa lo ha causato. Io consiglio di confrontare sempre almeno 2-3 anni, soprattutto se lavori su contenuti stagionali, per evitare falsi positivi.

Differenza tra popolarità relativa e volume assoluto

Un errore comune è pensare che una parola con indice 100 sia più cercata di una con indice 50. In realtà l’indice è relativo solo al termine analizzato. Ad esempio, “calcio” può avere 100 e “curling” 100 nello stesso periodo, ma “calcio” ha molte più ricerche reali. Per questo è importante confrontare più termini insieme.

Errori comuni di interpretazione da evitare

  • Confondere l’indice con il numero di ricerche reali
  • Analizzare periodi troppo brevi e farsi ingannare dai picchi temporanei
  • Non considerare la stagionalità o eventi esterni
  • Ignorare differenze tra paesi, regioni e città

Se hai dubbi su come leggere uno specifico grafico, puoi sempre richiedere una consulenza SEO tramite il form di contatto: valuterò insieme a te il caso specifico e ti aiuterò a interpretare i dati per il tuo business.

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